Cinque esercizi per stimolare la creatività

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In continuità con il mio precedente articolo su “come incentivare la creatività”, in questo post scopriremo cinque esercizi utili per stimolare la nostra immaginazione...

In continuità con il mio precedente articolo su “come incentivare la creatività”, in questo post scopriremo cinque esercizi utili per stimolare la nostra immaginazione, così come proposti da Gianni Rodari (1920- 1980) nel suo libro, Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie. Un “sempreverde” per tutti coloro che a vario titolo necessitano di sviluppare competenze creative.

Di seguito le principali tecniche di invenzione indicate da Rodari:

[dropcap] 1. [/dropcap] Il sasso nello stagno: “una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta, suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni, in un movimento che interessa l’esperienza e la memoria, la fantasia e l’inconscio. Movimento “complicato dal fatto che la stessa mente non assiste passiva alla rappresentazione, ma vi interviene continuamente, per accettare e respingere, collegare e censurare, costruire e distruggere”.

La parola “sasso” ad esempio, rimbalzando nella mente può mettersi in contatto con:

  • tutte le parole che cominciano con “s” ma non continuano non “a”, come semina, silenzio, sistole etc…
  • con tutte le parole che cominciano con “sa”, come santo, salame, salso, etc…
  • con tutte le parole che rimano in “asso”, come basso, masso, contrabbasso etc…
  • con tutte le parole che le stanno accanto per associazione: pietra, marmo, mattone, etc…

2. Il binomio fantastico: “la parola singola agisce solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe a uscire dai binari dell’abitudine, a scoprirsi nuove capacità di significare”. Nel binomio fantastico, le parole “sono estraniate, spaesate, gettate l’una contro l’altra in un cielo mai visto prima. Allora si trovano nelle condizioni migliori per generare una storia”.

Possiamo prendere ad esempio due parole a caso, “cane” e “armadio” e collegarle fra loro con una preposizione articolata, ad esempio con “il cane nell’armadio”. Da questo binomio possiamo inventarci una storia di sana pianta e scoprire le potenzialità di un binomio fantastico.

3. Che cosa succederebbe se? E’ possibile che questa tecnica sia sta utilizzata anche da Franz Kafka, nel suo racconto Metamorfosi: “ che cosa succederebbe se un uomo si svegliasse trasformato in un immondo scarafaggio?” Questa tecnica ci insegna che il mondo si può guardare da diverse altezze e prospettive, valorizzando punti di vista difficilmente considerati nella realtà.

4. Il prefisso arbitrario: “un modo di rendere produttive, in senso fantastico, le parole, è quello di deformarle. Così “basta una “s” a trasformare un “temperino” – oggetto quotidiano e trascurabile – in uno “stemperino” – oggetto fantastico e pacifista. Il prefisso “bis” ci regala la “bispenna”, che scrive doppio, la “bispipa” per fumatori accaniti, la “bisterra”… Per le distruzioni si presta a meraviglia il prefisso “dis”, con il quale è facile ottenere il “discompito”, cioè un compito che a casa non bisogna eseguire, ma fare a pezzi…

5.  L’errore creativo: scrive Rodari “se battendo a macchina un articolo, mi capita di scrivere “Lamponia” per “Lapponia”, ecco scoperto un nuovo paese profumato e boschereccio: sarebbe un peccato espellerlo dalle mappe del possibile con l’apposita gomma; meglio esplorarlo, da turisti della fantasia”. Come dire che “sbagliando si inventa”.

Cinque esercizi creativi “non perché tutti siano artisti” come scrive Rodari, “ma perché nessuno sia schiavo”. Celebre il suo motto: “Tutti gli usi della parola a tutti”.

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