Un nuovo modello di sport nella scuola italiana?

sport nelle scuole modello italiano e francese
L'argomento di oggi tratta della materia da sempre preferita nelle scuole: Educazione Fisica. La lezione settimanale di Educazione Fisica a scuola è sempre stata vissuta come un'ora d'aria dagli studenti; oggi invece si vorrebbe fare un passo in più... vediamo come.

Non siamo soliti nemmeno avvicinare l’argomento politica, anzi, però oggi lo sfioriamo viste le recenti novità relative al Governo Italiano e all’assegnazione dei Ministeri. Un Ministro che ha suscitato apprezzamento – a livello di scelta iniziale – è Josefa Idem.

L’abbiamo conosciuta come tenacissima canoista che si faceva beffe dell’avanzare degli anni e continuava a vincere medaglie su medaglie. Oggi, come Ministro per le Pari opportunità, lo Sport e le Politiche giovanili ha un ruolo ancora più delicato e difficile ma ha già idee particolari per i giovani (e quindi, indirettamente, per il mondo della scuola italiana).

L’argomento di oggi tratta della materia da sempre preferita nelle scuole: l’educazione fisica. La lezione settimanale di Educazione Fisica a scuola è sempre stata vissuta come un’ora d’aria dagli studenti; oggi invece si vorrebbe fare un passo in più, in sintonia con il modello francese.

Il modello di educazione allo sport nelle scuole francesi

Il modello francese tiene in grande considerazione lo sport a scuola grazie al programma EPS – Education Physique et Sportive. Il Ministro Josefa Idem vorrebbe avvicinare il modello italiano di sport a scuola a quello attivo ad oggi in Francia. Vediamolo schematicamente…

  • 3 ore di educazione fisica a settimana (108 all’anno)
  • Ogni scuola è obbligata ad avere un’associazione sportiva che fornisca attività sportive gratuite o con bassa spesa per gli studenti
  • Sempre presenti all’interno dei programmi scolastici gli sport base: atletica e nuoto
  • Presenti anche sport a contatto con l’ambiente come orienteering , arrampicata, ciclismo e pattinaggio ma anche sci, vela e canoa/kayak (nelle zone geografiche dove queste attività sono possibili)
  • Spazio anche alle discipline di combattimento (lotta o pugilato); ai classici di squadra (calcio, pallavolo, basket e pallamano); agli sport artistici come danza e ginnastica; a tennis, badminton o tennistavolo

Inutile ricordare che questa “alfabetizzazione motoria” non è affatto uno spreco, anzi, permette molti vantaggi: promozione di uno stile di vita sano in antitesi con la sedentarietà e i problemi legati all’obesità; conoscenza del proprio corpo; espressione individuale e di gruppo; rispetto dei ruoli e delle regole; capacità di lavorare in team, divertendosi, mirando ad obiettivi precisi di squadra e di individuo.

Vedremo presto se si rimarrà nel campo delle intenzioni o se concretizzeremo anche in Italia un nuovo modo di pensare allo sport nella scuola pubblica… E voi, che ne pensate?

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Fonte: Aligi Pontani, La Repubblica.

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