Tablet a scuola: i primi esperimenti sono falliti

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Abbiamo parlato spesso di tecnologia e scuola, individuando - spesso oltreoceano - alcuni esperimenti nell'introduzione di tablet in classe. Vediamo come sono andati...

Abbiamo parlato spesso di tecnologia e scuola, individuando – spesso oltreoceano – alcuni esperimenti nell’introduzione di tablet in classe.

In realtà, si è scoperto che molti progetti sperimentali sono falliti, nonostante le premesse fantastiche. I motivi sono diversi:

  • i budget destinati non si sono rivelati sufficienti (nell’area di Los Angeles non sono bastati 30 milioni di dollari);
  • gli studenti sono riusciti ad aggirare le protezioni, usando i tablet per i loro interessi;
  • budget dicevamo: ai costi iniziali, infatti, si sono dovute aggiungere spese non previste per rafforzare i sistemi di sicurezza e per accessori vari, come ad esempio le tastiere (che probabilmente potevano essere evitate, visto che il touch è più che sufficiente).

Giacomo Dotta espone un punto di vista assolutamente condivisibile, su queste vicende. L’obiettivo del sistema scuola deve essere l’avvicinamento ad un’idea di insegnamento one to one, che vada incontro alle specifiche necessità di ogni studente, a prescindere dallo strumento scelto. Se poi saranno i tablet a fare questo, meglio, grazie alla loro rapidità e semplicità d’uso.

L’entusiasmo fanciullesco per l’innovazione è spesso un limite alla crescita reale; l’ambizione, invece, va coltivata. Perché migliorare si può, anzi: si deve.

Il problema, dunque, è che c’è un entusiasmo alle volte eccessivo nell’adozione di una via anziché di un’altra, rimanendo accecati dalla bellezza di uno strumento, senza considerare oggettivamente quali siano gli obiettivi.

Tablet a scuola: la prima battaglia è persa, ma la “guerra” è ancora in corso…

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2 Comments

  • Rimango perplesso: ottima l’idea di fondo, non così la realizzazione.

    Anzitutto, non capisco il perché dei tablet: costano un sacco di soldi e sono un gadget inutili ai fini scolastici, viste le limitazioni evidenti hardware e software.

    I libri normali devono essere sostituiti da quelli digitali (ebook), ma tramite ebook reader apposta e non tablet: costano di meno e funzionano meglio nel compito. Il risparmio di soldi e carta sarebbe immenso.

    Per l’informatica si deve usare un computer, molto più flessibili e utili da questo punto di vista. L’utilizzo professionale di tablet è ristretto ai professionisti sempre in viaggio, stop. Non certo studenti, che a mala pena sanno cos’è un computer e come si usa al di fuori di Facebook e robaccia simile.

    • Ciao Stefano, grazie del tuo intervento. In effetti l’impressione è che la cosa sia stata gestita con un’impronta molto “americana” :)
      Il tablet è un prodotto “cool” e hanno pensato di procedere in tale maniera: il problema classico è che ci si lascia affascinare dagli strumenti, dimenticando che gli strumenti devono essere logica conseguenza degli obiettivi.

      Detto questo, personalmente penso che i tablet possano essere anche una via, in alcuni casi. Immagino che il loro costo scenderà sempre più nel tempo, quindi una sperimentazione (razionale però) ad oggi ci può anche stare, in ottica di adozione di massa futura. Chissà… vedremo!

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