Le 4 dimensioni della professionalità: i saperi professionali

competenze professionali
photo credit: Shandi-lee via photopin cc
L'idea di scrivere un ciclo di articoli sulla professionalità nasce, in parte, per sottolineare ancora una volta la necessità di valorizzare e formare le c.d “risorse umane” nei contesti lavorativi. Ecco il 1° articolo del ciclo...

L’idea di scrivere un ciclo di articoli sulla professionalità è nata da una parte per rispondere all’esigenza di organizzare le conoscenze acquisite nel mio campo di studi, dall’altra per sottolineare ancora una volta la necessità di valorizzare e formare le c.d “risorse umane” nei contesti lavorativi.

La teoria a cui farò riferimento è quella proposta dal prof. Corrado Ziglio, docente di “Analisi comparata dei modelli formativi” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna. Il testo completo del paradigma teorico elaborato da Ziglio è consultabile sul sito della rivista internazionale on-line “emozione di conoscere”.

Ziglio elabora la sua teoria della professionalità utilizzando come metafora una farfalla. Così come una farfalla necessita di quattro ali per poter volare, anche sul lavoro è necessario disporre di “quattro ali” per poter “prendere il volo”, e maturare così quella professionalità che oggi tanto si richiede, ma che allo stesso tempo è molto difficile da garantire in condizione di stress economy.

La legenda seguente mostra come ad ogni ala corrisponde una precisa dimensione professionale:

K.H ( Know How) = Saperi Professionali
R.C = Registri Comunicativi
C.R = Consapevolezza del Ruolo
C.P. = Carattere della persona che esercita una professione

In questo primo articolo ci occuperemo solo della prima dimensione indicata da Ziglio, mentre negli articoli successivi approfondiremo quelle seguenti.

K.H. – I Saperi Professionali

La nostra prima ala/dimensione lavorativa corrisponde ai Saperi Professionali, cioè le conoscenze tecniche richieste o hard skills necessarie per poter esercitare una professione. Ziglio fornisce alcuni esempi di figure professionali tra le quali il medico: per poter esercitare egli necessita di conoscenze relative alle metodologie diagnostiche e curative. Stessa cosa per un insegnante, che in base alla disciplina studiata, necessita di conoscenze specifiche per insegnare quella materia e non un’altra.

Ovviamente l’elenco delle professioni potrebbe continuare all’infinito, anche se tutte condividono il medesimo comune denominatore relativo alla necessità di apprendere, oltre alle conoscenze teoriche, anche le c.d conoscenze procedurali.

Nel Manuale del Giovane Precario. Esperienze personali e consigli utili, ho approfondito lo studio di tale competenza, dove ho proposto l’elaborazione di un “protocollo operativo”. Il protocollo operativo è una guida pratica al nostro “saper fare” sul lavoro. Scompone cioè in passaggi più semplici (task analysis) un compito o una mansione (job analysis) che in un primo momento ci poteva apparire come un “tutt’uno” complesso e “incomprensibile”.

Il protocollo operativo nasce quindi per fronteggiare compiti più complessi, che verranno “scomposti” in passaggi più semplici. Ho capito che il nostro lavoro è come uno spartito musicale: se non conosciamo le note (i passaggi effettivi da compiere), è normale che poi suoneremo male. Quindi tutto sta nell’imparare a riconoscere la nota e saperla riprodurre; con il tempo impareremo anche l’intero spartito.

Oggi purtroppo si richiede di apprendere il maggior numero di informazioni possibili con il minimo investimento di tempo… peccato che l’Uomo abbia per natura dei ritmi e modalità di apprendimento che poco hanno a che fare con quelli di una macchina! Questo perché nel ciclo di apprendimento subentrano altri fattori, non riconducibili strettamente alla cognizione… ecco perché nella nostra teoria prenderemo in considerazione anche le altre tre ali/dimensioni della professionalità.

photo credit: Shandi-lee via photopin cc

Written By
More from Laura Pagano

L’inventario delle emozioni – sapersi gestire emotivamente

Tutti noi ci confrontiamo con quella che nel coaching viene chiamata “l’arte...
Read More

1 Comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *