Le 4 dimensioni della professionalità: I registri comunicativi

registri comunicativi al lavoro
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Approfondiamo la seconda dimensione della professionalità, che assieme alle altre concorre alla definizione di una teoria della professionalità. Oggi parliamo dei registri comunicativi...

Questo articolo si pone in continuità con l’articolo precedente, relativo alle quattro dimensioni della professionalità. Nello specifico oggi approfondiremo la seconda dimensione, che insieme ai saperi professionali, concorrono alla definizione di una teoria della professionalità e cioè i…

R.C = Registri Comunicativi

I registri comunicativi costituiscono la seconda ala della nostra farfalla/professionalità in quanto come afferma Ziglio…

“e’ attraverso ciò che si dice e come ci comportiamo se riusciamo ad instaurare una relazione positiva o negativa con chiunque”.

Da anni si è capito finalmente che “la capacità di comunicare determina quasi sempre il risultato della prestazione professionale”. Quante volte infatti in qualsiasi contesto di lavoro ci è capitato di dire, o sentir dire da un collega ad esempio: “Se me lo avesse chiesto diversamente … ” .

Seguendo l’analisi di Ziglio ci chiediamo quindi:

  • Forse chi ha chiesto quella disponibilità ha sbagliato il lessico? Cioè le parole? Doveva chiederlo usando parole diverse?
  • O le parole erano corrette ma ha sbagliato il tono di voce?
  • O il tono di voce era corretto ma il suo atteggiamento era indisponente?
  • O l’atteggiamento era corretto ma la sua gestualità contraddiceva tutto il resto?

Quello che importa è che comunque chi ha chiesto qualcosa si è giocato la disponibilità di qualcuno per una grammatica sbagliata.

Ziglio approfondisce il discorso sui registri comunicativi in virtù delle recenti scoperte sulle neuroscienze. “Attraverso l’applicazione di tecnologie sofisticate, oggi sappiamo quale parte del cervello si attiva a seconda delle parole che pronunciamo, delle sensazioni che viviamo, o delle situazioni emotive che sperimentiamo. Sappiamo che tutto il sistema cerebrale che governa le nostre emozioni produce sostanze chimiche chiamate beta endorfine”.

Questo significa che ogni evento emotivamente significativo della nostra vita produce una risposta cerebrale sottoforma di scariche adrenaliniche, variazioni ormonali, secrezioni chimiche. L’esempio concreto proposto da Ziglio nell’ambito dei contesti lavorativi, è quando “ sistematicamente ogni professionista è sempre in ritardo e non ha mai tempo, che è uno dei fattori stressogeni costanti e costringe il nostro cervello ad una iper produzione chimica”.

Ovviamente ognuno di noi reagisce in modo del tutto personale ad eventi stressanti. Tornando all’esempio precedente, in risposta ad un collega che si nega perché “non ha tempo” , le reazioni possono essere le più svariate, in quanto non codificabili in modo standardizzato. Così come sostiene Ziglio, “c’è chi è più portato ad esplodere verbalmente, chi invece implode imprecando tra sé e sé, chi sorride ironicamente o amaramente etc..”.

In tutti gli esempi citati, “questi professionisti mettono in moto il sistema delle beta endorfine, sviluppando risposte comportamentali di tipo verbale o non verbale, producendo a loro volta reazioni a catena sui sistemi delle beta endorfine dei loro interlocutori: studenti, dipendenti, clienti, etc…”.

Ziglio ci invita quindi a ricordare che nel cervello di tutti i professionisti al lavoro si verificano scariche adrenaliniche e secrezioni chimiche, in risposta ad una personale reazione agli eventi.

Il prossimo articolo, in continuità con i precedenti, approfondirà la terza dimensione della professionalità, ovvero la consapevolezza del ruolo.

Vedi gli altri articoli

1° articolo sulle dimensioni della professionalità – I Saperi Professionali

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