Non mi piace il mio lavoro: come cambiare senza rischi?

cambiare lavoro

Cambiare lavoro è un pensiero che sfiora tante persone ma è una scelta, al contempo, che in pochi hanno il coraggio di fare. Eppure, uscire ogni giorno di casa dicendo a se stessiIl mio lavoro non mi piace!” non è bello dato che tutto si ripercuote sulla qualità generale di vita.  Cambiare fa paura  per timore del nuovo anche perché l’11% dei lavoratori pensa, attualmente, che cambiare non significhi evolversi in positivo.

Per la metà di chi ha cambiato, poi, non vi è stato miglioramento, per il 40%, invece, si è notato solo un miglioramento retributivo.

Ma cosa c’è davvero dietro la necessità di cambiare lavoro? Si può lavorare studiando per migliorare le proprie competenze e ambire al meglio?

Voglio cambiare lavoro, ma non ho le idee chiare

Avere il desiderio di cambiare lavoro per dare una svolta alla propria vita può succedere. Si tratta di una fase importantissima della vita in cui molto spesso ci si sente confusi, spaesati, non si hanno le idee ben chiare e non si sa affatto come comportarsi per non sbagliare.

Sono 4 i punti da tenere bene a mente quando si decide di imbattersi nella ricerca di un nuovo lavoro.

  1. Creare contatti con chi lavora già presso l’azienda di cui si vorrebbe entrare a far parte. Proprio questi contatti potrebbero essere d’aiuto e consigliare al meglio.
  2. Credere nelle proprie potenzialità. Cambiare lavoro non è mai semplice e veloce: ci vuole tempo ed energia. È indispensabile, quindi, non demoralizzarsi subito, essere pazienti ed essere i primi a credere nelle proprie capacità.
  3. Mettere tutto il proprio impegno, facendo quel che si può per cambiare le cose (nessuno regala mai nulla!). Provarci per non avere rimpianti e non doversi mai chiedere “Chissà come sarebbe andata se…?”.
  4. Chiedersi il motivo reale che spinge a voler cambiare. Qual è l’intento? Avere più potere decisionale? Aumentare il proprio reddito? O altro? Stabilirlo è importante per scegliere, tra le varie alternative, quella più adatta.

Perché cambiare lavoro?

Frasi come “Non mi piace il mio lavoro” o “non ho voglia di andare in ufficio” sono molto più comuni di quanto si possa immaginare. Le motivazioni per cambiare lavoro sono infinite ma i segnali che aiutano a comprendere che è il momento di fare questa scelta sono molto chiari.

Sono 5, in particolare, quelli dinnanzi a cui è necessario soffermarsi a riflettere.

  • Quando ci si reca al lavoro e non si vede l’ora di uscire. L’orologio diventa un pensiero fisso nell’illusione di poter far passare il tempo più velocemente. Attenzione: atteggiamenti di questo tipo possono generare stati di disturbo psicosomatico con conseguenze molto gravi.
  • Manca la motivazione: se si perde la concentrazione non si rende sul lavoro e si manifestano stati di stress.
  • Si è consapevoli che i ruoli ricoperti in azienda non rispecchiano le proprie competenze. O non si è abbastanza preparati (perché l’azienda stessa non ha provveduto ad una formazione) o si è costretti ad una mansione in cui le proprie potenzialità sono “soffocate” e che, per questo, non è soddisfacente creando frustrazione.
  • Voglia di sentirsi maggiormente gratificati: stare in ambienti dove regna la scontentezza generale è tutt’altro che stimolante per rendere sul lavoro.
  • Problemi di relazione o di compatibilità con i colleghi o con i superiori.

Cosa fare prima di cambiare lavoro?

Una volta compreso perché cambiare lavoro è la soluzione per stare meglio, ci sono delle cose importanti da fare prima. Si comincia, indubbiamente, dal cercare di comprendere, ponendosi diverse domande, se l’aspettativa che si ha è realistica o meno.

Puntare a livelli troppo alti pur avendo la consapevolezza di non essere in grado, è un errore da evitare. Per cambiare lavoro senza sbagliare (e soprattutto senza pentirsi) è importantissimo conoscere alla perfezione il “mondo” in cui ci si sta per tuffare.

Ed ecco che, a questo punto, si fa strada la necessità di sperimentare sul campo l’ambito lavorativo in cui si vorrebbe essere inseriti. Si potrebbe farlo facendo  volontariato  in quel settore o da casa, per evitare di inserirsi in un contesto che, troppo in ritardo, ci si accorgerebbe non essere il più corretto.

O anche riuscendo ad ottenere dei colloqui per questo nuovo ambito lavorativo: già dal confronto con le Risorse Umane selezionatrici, si comprendono moltissimi aspetti del lavoro che si andrebbe a fare.

Ad ogni modo, valutare le proprie esigenze è fondamentale: bisogna cercare di darsi risposta alla domanda “Cosa non mi piace?” e scartare le opportunità lavorative che comprenderebbero proprio ciò che non piace.

Che dire, poi, della retribuzione? Un altro punto da valutare prima di cambiare lavoro. Se si è abituati ad un certo tenore di vita, abbassarlo a causa di un reddito minore potrebbe non essere semplice. Ecco perché andranno valutati attentamente i pro e i contro di un eventuale abbassamento di reddito.

Lavorare e studiare contemporaneamente è possibile?

Studiare e lavorare: sono in molti a chiedersi se è possibile conciliare le due cose senza dover sacrificare l’uno a vantaggio dell’altro. Altrettanti sono coloro che non hanno dubbi: tra lavorare e studiare preferiscono lavorare per poter contare su un reddito certo ogni fine mese e non dover pesare, nel caso dei più giovani, sulle famiglie.

Eppure, se ci si sofferma a pensare, con gli strumenti oggi a nostra disposizione è molto più semplice (rispetto a qualche anno fa) riuscire ad approfittare della nota formula “studia e lavora” dando spazio, contemporaneamente, ad entrambe le cose.

Lavorare e studiare insieme si può attraverso corsi professionali resi disponibili da remoto, e in tutta Italia (e anche all’estero) come ad esempio Miacademy o altri più o meno noti. Puoi trovare corsi negli ambiti più disparati (Office, Food, Hospitality, Tech e Wellness, etc) per prepararsi ad entrare nel mondo del lavoro.

Imparare e lavorare insieme sarà una skill da acquisire presto, dal momento che seguendo i corsi online non si potrà sacrificare l’attuale occupazione, conciliando studio e lavoro nella maniera migliore, grazie al continuo confronto con i tutor.

Frequentare un corso online è anche un’ottima soluzione per un adeguato  orientamento al lavoro  che faccia comprendere davvero qual è la strada migliore da seguire e, nel caso, come studiare e lavorare senza particolari problemi (a proposito di orientamento al lavoro, leggi 36 domande per scoprire il tuo lavoro dei sogni).

Completato il corso di formazione è indispensabile effettuare uno stage in azienda. Mia Academy, per esempio, garantisce la possibilità di effettuare uno stage in aziende del territorio.

Attenzione però! I motivi per cambiare lavoro possono essere i più disparati e sono altamente soggettivi. Sottovalutare la situazione, credendo di poter fare tutto, contemporaneamente, subito e senza sacrifici è un errore che, in genere costa caro costringendo ad abbandonare lo studio o il lavoro per portare a termine uno dei due nella maniera migliore.

Occorre costanza, tempo, impegno, per seguire i moduli proposti con profitto e mettere a frutto quanto imparato negli stage presso alcune delle aziende più rinomate del settore scelto.

Conclusioni

Lavorare studiando è possibile! E cambiare lavoro lo è altrettanto!

L’unica raccomandazione è di non agire d’impulso e di affidarsi a scuole di formazione professionale serie e referenziate. Lo studio, assieme all’impegno e alla costanza è un elemento fondamentale per la riuscita del cambiamento. In questo modo iniziare un nuovo lavoro non potrà che dare tante soddisfazioni sconvolgendo, in positivo, letteralmente la vita.


Se vuoi approfondire i temi del lavoro, troverai tante altre risorse nella categoria “lavoro” del nostro blog: in-formazione.net/category/lavoro

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