La resilienza nei bambini determina il loro futuro

In psicologia e nella vita, la resilienza potrebbe essere definita come la capacità di resistere nel perseguire i propri obiettivi, affrontando difficoltà ed eventi sfortunati. E' fondamentale fin dall'infanzia e può essere allenata...
[block_quote cite=’- Wikipedia’] In ingegneria, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni impulsive [/block_quote]

Oggi partiamo da questa definizione. E’ ingegneria, vero, ma anche questa definizione tecnica ha fortissime attinenze con la resilienza in campo psicologico e formativo. Anche in campo psicologico, infatti, la resilienza è la capacità di resistere, è l’opposto dell’essere vulnerabile. In psicologia e nella vita, la resilienza potrebbe essere definita come la capacità di resistere nel perseguire i propri obiettivi, affrontando difficoltà ed eventi sfortunati.

Ma il concetto di resilienza si applica anche nella formazione dei bambini: in questo caso resilienza fa rima con capacità del bambino di reggere allo stress e di mantenere un buon adattamento di fronte alle avversità (Menesini; Masten; Luthar). Da questo punto di vista, perciò, il livello di resilienza è fondamentale e determina il successo nella vita del bambino prima e dell’adolescente e adulto poi.

Il bambino affronta perdite, sconfitte, vittorie, frustrazioni nei più disparati contesti: sarà la sua resilienza a determinare la sua reazione, a farlo resistere o, al contrario, a farlo desistere, con svolte che possono cambiare il proprio futuro. Le diverse resilienze dei bambini, pertanto, determinano punti di svolta all’interno del processo di sviluppo.

Un esempio concreto: resilienza a scuola

Una ricerca portata avanti da Psicologia e Scuola (Giunti Scuola) ha dimostrato come la resilienza sia una caratteristica che deve essere promossa nei ragazzi. Su un campione di 226 ragazzi seguiti per 8 anni durante il loro percorso scolastico si è potuto constatare che la bocciatura è un evento che in grande misura può essere un momento di svolta – per lo più negativa – per gli studenti.

In particolare, si è arrivati alla conclusione che la bocciatura precoce nella scuola primaria e secondaria di primo grado renda i ragazzi estremamente vulnerabili. E gli interventi postumi in età adolescenziale? Tardivi.

Perciò è fondamentale promuovere la resilienza per rafforzare le risorse dei bambini. Come fare? Ci sono diversi libri che possono aiutare. Ne segnaliamo uno tra i tanti, utile anche per gli adulti: “Costruire la resilienza” di Boris Cyrulnik ed Elena Malaguti. Erickson, Trento (2005).

E voi, siete resilienti?

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