L’educazione nel 2013 secondo Brian Kibby

Brian Kibby, presidente della nota casa editrice McGraw-Hill, ha fatto delle interessanti e condivisibili previsioni sul 2013 nell'educazione: corsi online, formazione one to one e più accessibilità.

Brian Kibby, presidente della nota casa editrice McGraw-Hill ha fatto delle interessanti e condivisibili previsioni sul 2013 nell’educazione / formazione. Andiamo per punti…

I corsi di apprendimento online

I corsi di apprendimento online sono stati un trend importante del 2012, destinato a riconfermarsi quest’anno. Spesso sono gratuiti o a basso costo, accessibili da qualunque parte del mondo, su qualunque argomento di nicchia e utilizzabili in qualunque momento.

E sono sempre più diffusi come strumenti di miglioramento professionale su base volontaria. Per la serie: il vecchio corso serale sembra paleolitico.

Due esempi concreti: Coursera, una delle piattaforme più note ha una curva di crescita superiore a Facebook; Udemy è facile da utilizzare ed incredibilimente 2.0.

I sistemi adattivi di apprendimento

Un nome così attraente per delineare un tipo di apprendimento che si incolla precisamente alle esigenze dello studente, alle sue capacità, ai suoi desideri, alle sue pregresse esperienze.

Insomma, una sorta di apprendimento one to one, applicabile anche nelle scuole Superiori. La stessa McGraw-Hill ha fatto alcuni test di successo su corsi propedeutici, laboratori e lettura. Ne sapremo di più in futuro…

Un sistema scolastico più economico e differente

Kibby si rende pienamente conto che i corsi online non potranno mai comunque soppiantare completamente la formazione classica ma semmai supportarla; al tempo stesso osserva – tema sensibile soprattutto al mondo americano – è in atto un abbassamento della soglia economica per poter accedere alla formazione (college ad esempio).

Oltre a questo, in Italia come negli USA, si pone il problema della preparazione accademica come eccessivamente teorica e poco pratica. L’accesso al mondo del lavoro è solitamente traumatico: ogni neo assunto si ritrova con una “cassetta degli attrezzi” ereditata dall’Università (o dalla scuola dell’obbligo) inadatta e totalmente fuori dai contesti lavorativi.

Servirà più praticità?

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