Cosplay: il personaggio che è in me

cosplay maschere in psicologia
Perché copriamo o nascondiamo alcuni nostri tratti caratteriali? Perché non siamo “autentici”? Lo scopriamo oggi attraverso il fenomeno del cosplay: sentiamo che ci racconta un cosplayer...
[block_quote cite=’- François de La Rochefoucauld, scrittore francese’] In ogni situazione ciascuno assume un contegno e un atteggiamento esterno per sembrare come vuole che lo si creda. Perciò si può dire che il mondo è composto soltanto da maschere [/block_quote]

Perché copriamo o nascondiamo alcuni nostri tratti caratteriali? Perché non siamo “autentici”? L’individuo si serve della maschera sociale per gestire al meglio i rapporti interpersonali e le situazioni quotidiane.
Questo continuo adattamento alle relazioni però, può farci perdere di vista le sfumature emotive che ci caratterizzano e che le altre persone magari apprezzano.

Paesi poco tolleranti e che danno ancora troppa voce ai pregiudizi e alle convenzioni sociali, non aiutano certo il manifestarsi di atteggiamenti e comportamenti spontanei e genuini. Ma è proprio vero che “L’abito non fa il monaco”?
In controtendenza con i “soliti” discorsi sulle maschere, oggi scopriremo che vi sono delle persone che si riconoscono invece in una veste molto particolare, che favorisce momenti di libertà espressiva durante un evento creato ad hoc: il cosplay.

Il cosplay è un tipo di raduno molto particolare, nel quale i partecipanti si travestono da personaggi che appartengono al mondo degli anime, dei film o dei videogiochi.
Nato in Giappone tra gli anni ’70 e gli anni ’80, il fenomeno acquista notevole visibilità nel 1995 grazie a un articolo di giornale.
Attualmente, i ritrovi di cosplay si stanno diffondendo in tutto il pianeta (www.cosplay.com).

Intervistiamo un “cosplayer”

Oggi intervistiamo G., un ragazzo che da 7 anni partecipa ai cosplay e che per l’occasione si farà chiamare Hitsugaya, uno dei protagonisti della serie “Bleach”.

Ciao Hitsugaya!
Ohayoo! (“Buongiorno” in giapponese)

Come hai scoperto il cosplay?
Girando per varie fiere del fumetto, mi sono accorto di questi ragazzi vestiti a tema, così mi sono incuriosito e mi sono informato su cosa fossero quei travestimenti.

Perché hai deciso di diventare un cosplayer?
Mi affascinava l’idea di esprimermi e di muovermi come i miei personaggi preferiti.

Cosa significa per te essere un cosplayer?
Per me non significa solo ritrovarsi con delle persone che hanno la mia stessa passione, ma anche riconoscermi nella personalità e nei comportamenti di un certo personaggio degli anime.

Come si forma una rete di cosplayers? Che tipi di rapporto si instaurano all’interno?
Grazie a internet: forum ma soprattutto social networks. Contattare altri cosplayers e stringere amicizia con persone che hanno questo tipo di interesse, è molto semplice.
Ci si mette d’accordo per formare gruppi di personaggi dello stesso anime, creando poi dei rapporti molto belli che si consolidano durante le manifestazioni.

Italia vs Resto del mondo.
Il cosplay puoi farlo soprattutto alle fiere del fumetto. In Italia si svolge la terza fiera dei manga al mondo per numero di partecipanti: il Lucca Comics (http://www.luccacomicsandgames.com/). Al primo posto, naturalmente, c’è il Comiket di Tokio.

Qual è il vestito più particolare che hai visto?
Il cosplay di un Cavaliere d’Oro dello Zodiaco: era lì, in posa, col suo costume in lega di alluminio, legno verniciato e cartapesta. Il colore dorato dell’armatura scintillava alla luce del sole… indimenticabile la sua espressione fiera e orgogliosa mentre impugnava un arco e una freccia davvero enormi!

Può nascere un amore facendo un cosplay?
Certo, può succedere. Le persone che partecipano al cosplay hanno una forte passione in comune, che rende quei momenti particolarmente intensi e coinvolgenti e che possono far nascere, perché no, una “storia nella storia”…

Davvero interessante e affascinante il mondo del cosplay… Chissà da chi mi travestirei…e tu?

Credit Immagine: Anna Fischer via photopin cc

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