Come la musica aiuta il cervello nell’esercizio fisico

importanza della musica nello sport
Abbiamo visto come sport ed esercizio fisico in generale siano guidati prima di tutto dal cervello. Ma come stimolare e migliorare il tempismo della corteccia motoria? Con la musica...

Abbiamo visto come sport ed esercizio fisico in generale siano guidati prima di tutto dal cervello – e nello specifico dalla corteccia motoria. Un’efficienza di questa corteccia soprattutto a livello di tempismo negli input di movimento permette di ottenere risultati migliori nell’attività fisica.

Ma come stimolare e migliorare il tempismo della corteccia motoria?

Sappiamo bene tutti che la musica aiuta il nostro esercizio fisico, in termini di resistenza e minore fatica. Addirittura, in molte corse podistiche è vietato utilizzare supporti per la riproduzione di musica proprio perché questo influenza pesantemente le prestazioni dei corridori. Ma come la musica ci aiuta nell’esercizio fisico? Da questo punto di vista, la musica, con il suo ritmo cadenzato è ideale per dare un ritmo costante alla nostra corteccia motoria.

Gli esercizi che richiedono un passo costante (ad esempio: corsa, nuoto, canottaggio ma anche esercizio fisico in palestra) traggono enormi benefici dal supporto che il ritmo della musica dà al nostro cervello. Discorso diverso per esempio per sport quali calcio, pallavolo o basket, in cui ci sono continui cambi di ritmo e le tattiche di squadra hanno un ruolo predominante.

Ovviamente, non è solo questione di ritmo e di “funzione metronomo” che la musica può avere: musica vuol dire emozioni, motivazioni, parole che accendono ricordi, competizione, voglia non di mollare. Ma anche, banalmente, possibilità di coprire il suono del respiro (a molti corridori dà fastidio; per altri invece è fondamentale).

In sintesi, la musica non solo ci può dare la giusta spinta sul blocco di partenza, ma ci supporta per poter arrivare fino in fondo, fino al traguardo…

Tags from the story
More from Luca Crivellaro

Formazione online: trend e business vanno a braccetto

Di formazione online abbiamo già parlato, con il caso Udemy. In realtà...
Read More

2 Comments

  • Un mio amico che studia scienze motorie mi ha detto la stessa cosa. Io corro 5 giorni a settimana e preferisco farlo senza cuffie: riesco a concentrarmi meglio sul movimento e mi sento più “libero”.

    Esistono delle playlist apposta per la corsa, dove il ritmo delle canzoni è quello che garantisce un passo ottimale. Non le ho mai provate ma sono curioso: la teoria sembra funzionare.

    Per regolare il mio ritmo uso il respiro: uno ogni tre passi in situazioni normali, uno ogni due durante le accelerazioni. Non è il metodo migliore perché non è scientifico, ma per il momento mi basta.

    • Grazie del commento Stefano; è vero, esistono molti “puristi” che non amano la musica durante l’esercizio fisico ma hanno la necessità di darsi ritmo con il proprio respiro… anche questa è una via! :)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *