Ciao, come va? :) | Psicologia degli sms

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Quante volte per risparmiare tempo preferiamo chiedere scusa, fare gli auguri o rimandare un appuntamento con un semplice sms? Vediamo oggi la psicologia che sta dietro agli sms...

Il famoso scrittore statunitense Mark Twain ha detto “Mi ci vogliono più di tre settimane per preparare un buon discorso improvvisato”

Quante volte per risparmiare tempo preferiamo chiedere scusa, fare gli auguri o rimandare un appuntamento con un semplice sms?

Non si tratta solo di velocità: da circa 15 anni il nostro modo di comunicare si è trasformato, influenzando la nostra vita e le nostre abitudini. Sebbene stampa e mondo accademico colleghino il linguaggio degli SMS a quello degli adolescenti, è innegabile che questo modo di interagire oggi sia adottato da qualunque fascia d’età.

Scrivere sms è una vera e propria scelta comunicativa, che delega al testo scritto l’espressione delle emozioni che vogliamo trasmettere. Essere comprensibili ed esaurienti con i messaggi brevi però risulta molto difficile e spesso la loro “parzialità” provoca discussioni e incomprensioni.
Il motivo? Non vi sono indizi sullo stato d’animo della persona che scrive a parte la punteggiatura, quindi siamo costretti a interpretare tutto. Un grosso aiuto in questo passaggio lo forniscono le emoticons, decine di faccine con un’espressione ben definita che aiutano a rafforzare e a contestualizzare il concetto. Come ben sappiamo, però, ogni cultura conferisce ai movimenti del volto e ai segni significati molto diversi e quindi non universali.

Ecco le 7 caratteristiche che rendono così utilizzato il linguaggio degli SMS:

1) velocità di esecuzione (comunicazione in tempo reale);
2) non richiede il confronto diretto (es.: non si incrocia lo sguardo);
3) emoticons e simboli sostituiscono linguaggio non verbale e paraverbale;
4) garantisce grande facilità di scambio dialogico;
5) permette di socializzare superando i limiti spazio-temporali;
6) è un (efficace?) rimedio alla solitudine;
7) crea nuove identità di gruppo.

Si tratta dunque di una vera e propria scorciatoia socio-comunicativa.

Quando gli sms diventano troppi…

Da un punto di vista puramente clinico, inviare centinaia di messaggi al giorno può provocare una vera e propria dipendenza fino a causare un disturbo del comportamento di tipo compulsivo (azione che la persona compie meccanicamente – a lungo termine può compromettere la vita sociale) o una vera e propria assuefazione (bisogno incombente di ripetere una determinata azione).

Come succede per le dipendenze da fumo o alcol, la crisi d’astinenza da sms si manifesta con ansia e irritabilità. Rimedi? Il buonsenso. Perché ricevere un messaggio fa sempre piacere…

“Mandare un messaggio è una dimostrazione d’affetto, come per dire: ci sono, esisto e ti penso”

Patrizia Camatta

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